Il Convento dei Padri Francescani Minori sorge in località San Rocco, su una collina che guarda da Nord il paese.

È stato voluto dal popolo di Badolato che nel 1602, riunito in Parlamento, ne ha fatto richiesta ai Superiori dell’Ordine Francescano.

È stato iniziato negli anni immediatamente successivi con il lavoro del popolo e con i soldi delle famiglie benestanti del paese che si sono autotassate allo scopo.

L’immobile, realizzato a più riprese nel corso dei secoli, “si dice” composto di 365 stanze: è chiaramente un’esagerazione popolare, ma è certamente uno dei più grandi Conventi di Calabria, e forse l’unico a due chiostri.

Sino alla fine degli anni Settanta del Ventesimo secolo è stato proprietà dei Francescani Minori che in alcuni periodi hanno avuto in Badolato anche il Noviziato. Sempre numerosi, in ogni caso, disponevano di una fornitissima Biblioteca, andata in parte dispersa e in parte trasferita ad altra sede.

La Chiesa del Convento è stata sempre aperta al culto dei fedeli del paese, che vi accorrevano non soltanto in occasione delle feste religiose, la più importante delle quali era quella di S. Antonio, il 13 giugno. Il Convento “degli Angeli” era un porto di mare, con gente che andava e che veniva in ogni periodo dell’anno.

Dalla metà degli anni Ottanta il Convento è proprietà del Francescano Padre Eligio Gelmini che vi ha portato una Comunità di “Mondo X”. I giovani della Comunità, ovviamente variabile nel numero e nelle persone, curano tutti gli aspetti della struttura, dedicandosi in particolare al giardino che definiscono “estetico”, che fornisce buona parte del necessario per l’autonomia alimentare. I ragazzi ospitati, con il loro lavoro ininterrotto fin dal 1986, hanno il grande merito di aver salvato da fine certa questo importante documento di religiosità e di civiltà.

La Chiesa conserva al suo interno il gruppo ligneo della Madonna con gli Angeli Suonatori, legato alla leggenda di due giovenche che per volere della Madonna avrebbero avuto la forza di portare dalla montagna un grosso tronco, impresa che parecchie paia di buoi non erano riuscite a portare a termine. Da quel tronco, indicato nel sogno dalla Madonna, Fra Diego da Careri, nel Convento di Badolato negli anni Quaranta del XVII secolo, ha tratto la bella statua che si può ancora oggi ammirare. E che nel 2020, per iniziativa e con il supporto di alcune Associazioni locali, e di più di un privato, è stata portata al Laboratorio di restauro della Cattedrale di Gerace dove il Gruppo è stato finalmente restaurato dal Maestro Restauratore Pino Mantella con i suoi allievi.

Molto belli anche il pulpito e un Crocefisso dello stesso Fra Diego, che ha lasciato pregevoli sculture lignee in Sicilia (Regione di nascita), in Calabria, in Campania, in Lombardia.

In attesa di venire rimesso al suo posto si conserva, ancora in buone condizioni, un monumentale coro ligneo. È scomparsa, invece, un’artistica Via Crucis, che qualcuno attribuiva al grande Mattia Preti.

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