La Chiesa della Madonna della Sanità è quanto rimane di un Monastero basiliano (sec. XI) che si componeva di alcune camere e di altri locali.

Il Cenobio è detto di S. Isidoro Agricola, ed è uno dei quattordici (sui quattrocento iniziali) che erano ancora in piedi in Calabria verso la metà del diciottesimo secolo (Della Calabria Illustrata; di Giovanni Fiore da Cropani).

All’interno, dietro l’Altare, si trovano i resti di un affresco bizantino, databile secolo XV, raffigurante la Pietà, un Santo e l’Eterno. Alcuni anni fa sono stati rubati, da ignoti, tre grandi quadri: la Madonna della Sanità (olio su tela del sec. XVIII), La Pietà e Santi, i Santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi (due oli del 1861). Il vecchio altare ligneo, su cui sono riportati immagini che simboleggiano la Madonna, è del 1746.

Nei pressi dell’Altare troneggia la statua della Madonna della Sanità con Bambino e Infermo (1964) dello scultore Perathoner di Ortisei (Bolzano). Il gruppo ligneo, benedetto da Papa Paolo VI il 29 aprile 1964 a Roma, alla presenza di numerosi Badolatesi guidati dall’Arciprete don Antonio Peronace e dall’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace Monsignor Armando Fares, sostituisce il precedente, dello scultore napoletano Cucchiara (inizio sec. XX), distrutto da un incendio nella notte del 23 agosto 1963.

Il quadro attualmente sull’Altare, realizzato nel 2007 con tecnica computerizzata, riproduce quello rubato e richiama la leggenda del contadino Isidoro che aveva il figlio malato; la Madonna gli apparve nel sogno e gli disse di andare nell’orto e prendere delle ciliegie (era inverno) e di farle mangiare al bambino. Isidoro ebbe fede, andò nell’orto dove trovò il ciliegio carico di frutti: ne fece mangiare al bambino, che guarì.

Nel 2017 l’Associazione culturale “La Radice”, con il consenso del parroco di Badolato, e la disponibilità del restauratore Pino Mantella, ha presentato alla Curia Arcivescovile di Catanzaro un progetto di restauro dell’affresco bizantino: la Curia e la Sovrintendenza di Cosenza hanno autorizzato, e quanto prima -si spera- si procederà al recupero di questo nostro tesoro di arte e di storia.

Nel 2021, con impegno diretto e denaro dell’Associazione “La Radice” e dell’A.V.I.S. Badolato, è stata recuperata e resa visibile la vasta cisterna che per secoli ha raccolto l’acqua del tetto del Cenobio, per ogni necessario uso dei Monaci.

Virtual Tour

Loading...

Galleria